Ars Videoludica


In un tweet di qualche tempo fa il celeberrimo Hideki Kamiya dice la sua - ma che dico, SPIEGA perchè i videogiochi NON SONO ARTE! Direi che non c'è altro da aggiungere.

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Scherzi (e tweet chiaramente troll) a parte, a parer mio la questione

"I VIDEOGIOCHI RAPPRESENTANO UNA FORMA D'ARTE?"

è un po' troppo complessa perchè si possa ridurre a una risposta chiusa SI/NO, specialmente in quanto occorrerebbe come prima cosa dare una definizione di cosa si intenda per ARTE - e no, non mi metterò a disquisire della cosa. Però vi metto qui due riflessioncine:

  • il videogioco condivide molte caratteristiche con altre forme d'intrattenimento e di espressione che sono già ascese al rango di "arte", come il cinema. Mi riferisco al trattarsi di un prodotto squisitamente commerciale, alla convivenza in un'unica opera di diverse componenti di per sè considerate, nel linguaggio comune, "artistiche", come la musica, e al fatto che per la sua realizzazione necessiti della partecipazione di numerose figure professionali, alcune più "nobili" di altre, come attori o tecnici del suono. Allora, secondo me, se si considera arte il cinema (certo, magari non TUTTO il cinema), o il fumetto, allora per coerenza bisogna considerare arte anche il videogioco. Viceversa, se pensate che il videogioco non debba possa ambire a tale riconoscimento, tanto dovrebbe valere per il cinema
  • al di là di come si voglia considerare l'oggetto di consumo fatto e finito è indubbio che ci siano elementi del videogioco chiaramente artistici, quali l'art direction e ovviamente la colonna sonora, mentre altri si possono qualificare ad un livello più basso e prettamente tecnico come la progettazione dei livelli... o no? Ragionandoci un po' su, cos'è il level design se non la capacità di un autore di suscitare determinate sensazioni nella persona che fruisce della sua creazione, in maniera del tutto analoga a quella in cui uno scrittore dissemina il suo romanzo di puntini che andranno poi a convergere quando i nodi vengono al pettine? Progettare un livello di Super Mario o di un qualunque altro videogioco significa rispettare una serie di regole estetiche e, passatemi il termine, "psicologiche": l'indurre nel giocatore sollievo, tensione, persino rammarico di fronte a determinate scelte, o commozione al cospetto di una vista costruita con un sapiente gioco di luci e ombre, magari dopo un passaggio molto complesso, non è forse affine al lavoro di un pittore sulla sua tela, o di un compositore con i suoi spartiti?

Boh, chiedo.