CRASH TEAM RACING nel 2019: guida in salita

E parliamo di Crash Team Racing, con una premessa: ritengo che nell'umorismo non ci siano davvero tabù e che si possa dunque ridere di qualunque cosa, ma ci sono tragedie davanti alle quali è bene osservare solo un rispettoso silenzio. La tragedia cui mi riferisco è quella di milioni di bambini della mia generazione, bambini innocenti che, come orfani di guerra di un qualche remoto paese dell'Africa sub sahariana, attraversando a piedi il deserto s'imbattono in una pozza fangosa e piangono di gioia perchè nella miseria nella quale sono immersi quella fanghiglia putrida è come una fonte d'acqua limpida. Ecco, quei poveri bambini sono un po' come i bambini cresciuti con Crash Bandicoot credendo fosse un platform di qualità, ignari di quanto di realmente bello il mondo potesse offrire loro, come quei bambini costretti a giocare Crash Team Racing mentre quelli più fortunati di noi potevano divertirsi con Mario Kart... 

Per tutti quei bambini, io vi chiedo di premere F per rendere omaggio. 

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Ok lol dai seriamente. CTR è un buon gioco di corse pazze, chiaramente derivativo di Mario Kart e Diddy Kong Racing (più di quanto pensassi, in realtà) ma che rispetto ai suoi ispiratori offre una sfida decisamente più ostica, specialmente per i videogiocatori alle prime armi. Esattamente come i giochi platform di Crash, infatti, CTR presenta una curva d'apprendimento davvero molto ripida, a differenza dell'approccio tipicamente nintendiano "easy to learn, hard to master" che come giocatore tendo a preferire. Mentre Mario Kart è un gioco adatto a tutti, ma che rivela il suo vero volto soltanto in multiplayer, CTR rappresenta una bella sfida anche nella "campagna" in single player, dove però soffre di problemi di bilanciamento più seri di quelli che affliggono il titolo Nintendo: se vi siete lamentati del guscio viola che vi fa perdere una gara all'ultimo, probabilmente CTR non fa proprio per voi, perchè la CPU è decisamente più agguerrita e la gestione degli oggetti meno razionale e più randomica, il che contrasta non poco con la natura skill-based del gameplay. Purtroppo non ho potuto giocare in multiplayer, ma posso capire perchè i giocatori più "pro" potrebbero preferire Crash a Mario, anche se sarebbe un errore appiattire il discorso a Crash difficile/Mario facile. 

Dove CTR mostra più il fianco è nel design dei circuiti, che sebbene graficamente splendidi sono piuttosto basilari e mai particolarmente memorabili, e nel sistema di controllo: l'inspiegabile scelta di dover adottare più pulsanti per le derapate, uno dei quali diventa tasto adibito al turbo, è chiaramente figlia di un'impostazione troppo old school per il giocatore moderno, e per quanto l'idea di attivare il turbo manualmente sia vincente si scontra con una meccanica delle derapate davvero discutibile. Per quanto più semplice, l'approccio di Mario Kart - derapata e turbo quasi automatici, ma necessità di pianificare le traiettorie con largo anticipo ed enorme attenzione - risulta decisamente più apprezzabile. 

In definitiva esattamente come il remake della trilogia di Crash Bandicoot anche questo Crash Team Racing è un titolo pensato in particolar modo per i giocatori di vecchia data e tiene poco in considerazione i progressi che questo genere di giochi ha fatto negli ultimi vent'anni. Di certo sarà apprezzato anche da chi ritiene Mario Kart troppo facile (cioè da quelli che giocano solo offline contro il nipotino di 4 anni, ma vabbè) ma gli anni passano per tutti e se mai un nuovo CTR vedrà la luce dovrà necessariamente modernizzarsi un po', per confrontarsi davvero alla pari con un rivale che occupa indisturbato il podio dei kart game.