DOCTOR *

A metà strada con Jodie Whittaker e Chris Chibnall un'idea sul loro Tredicesimo Dottore ce la stiamo facendo. Anche se moltissimi fan preferiscono l'approccio più classico e meno orizzontale avuto con Tennant ed Eccleston è innegabile come la tenuta di Smith con il suo Undicesimo rappresenti uno dei momenti più alti della serie e, forse, la sua prima reale evoluzione dopo decenni di stagnazione. Ma il fandom non può avere cose buone e quindi con Capaldi si è tornati ad un Doctor Who più incentrato su storie one-shot dai ritmi più rilassati quando non proprio lenti e trame meno innovative e originali.

Il nuovo corso di Chibnall & Whittaker compie un ulteriore passo indietro rispetto ai funambolismi a cui ci hanno abituato negli ultimi anni: un Dottore che è meno un eroico semidio galattico e più un viaggiatore che da una mano dove capita, un gruppo di companion che per la prima volta dopo tanti anni è costituito da persone a tutti gli effetti normali (anche Bill Potts lo era, ma in lei si sentivano ancora echi dei companion fumettosi che la hanno preceduta), storie di minor respiro e ambientate in contesti storici reali più frequentemente rispetto al passato. Abbiamo quindi una serie di cambiamenti più o meno sostanziali che hanno reso la serie più beginner-friendly e, forse, l'hanno riportata al target alla quale era originariamente dedicata. La contropartita di questa rivoluzione, però, è che lo spettatore navigato o il fan di lunga data si ritrovano ad assistere ad una serie di avventure generalmente meno interessanti e avvincenti, ben lontane dai tempi d'oro di 10 e 11 e spesso alquanto noiosette. 

Non aiuta la nuova caratterizzazione del Dottore, che è sempre bastato a tenere in piedi anche l'episodio più demotivante. Jodie Whittaker fa bene il suo lavoro, ma è la qualità della scrittura anche nei suoi dialoghi e nelle sequenze in cui il Dottore è protagonista ad essere drasticamente calata, talvolta fino a livelli davvero imbarazzanti che le conferiscono una caratterizzazione davvero incostante e ballerina (vero, Dottore amica della vita che giustifica l'omicidio di una ragazzina innocente per il bene... di Amazon?). Il mio sospetto è che con 13 si sia cercato di volare basso proprio per il fatto di avere a che fare con una donna e che questo sia anche il motivo per cui è stata affiancata da companion più generici rispetto ai loro predecessori: una sorta di paternalistico tentativo di non offuscarla potrebbe essere un'interpretazione, anche se una più benevola sarebbe il tentativo di alterare il rapporto di sudditanza che i suoi accompagnatori hanno sempre vissuto rendendoli tutti realmente compagni di viaggio sulla stessa barca.

Si vocifera che la Whittaker e Chibnall potrebbero lasciare la serie già al termine della stagione in corso. Personalmente la Dottora me al vorrei tenere ancora per un bel po', perchè odierei che il FemDoc fosse solo una breve parentesi fine a sè stessa o, peggio, che desse il via ad una serie di Dottori-minoranze a breve scadenza. Chibnall però mi stava già sulle balle da Broadchurch e apprezzerei se lasciasse il posto a qualcuno di più degno, perchè Moffat avrà anche i suoi difetti ma il suo lavoro ha mostrato la direzione giusta da prendere ed è su quella strada che bisognerebbe continuare.