iBoy: mai giudicare un film dal titolo


Ognuno di noi ha le sue idiosincrasie. Io ne ho tante, e tra le tante due in particolare ci riguardano quest'oggi: l'odio per i teen movie e l'odio per i film che cercano di sfruttare le nuove tecnologie e i nuovi media in maniera "cool". A questo si aggiunge una velata antipatia per i film di supereroi, rei di essere divenuti nel tempo fin troppo formulaici e di aver privato la figura del supereroe di tutte quelle caratteristiche che li rendono più di una baracconata colorat

Premesso ciò potete immaginare la mia reazione quando browsando su Netflix mi sono imbattuto in un film intitolato iBoy. La sinossi? Un ragazzo come tanti si prende un iPhone in testa e sviluppa superpoteri "telefonici".
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Non c'era nulla, NULLA che avrebbe mai potuto spingermi a cliccare play, se non la saggia scelta dell'addetto alle thumbnail di Netflix che ha ben pensato di piazzare in copertina non la faccia del nostro nuovo eroe ma quella di Maisie Williams, protagonista femminile del film. Almeno avrei avuto modo di vederla in un'altra performance dopo la sua perplimente avventura nel tempo in Doctor Who.
Cosa potevo saperne che mi sarei trovato davanti ad uno dei film di supereroi più riusciti degli ultimi anni?


Per quanto i Nolan di turno e i registi DC si impegnino in tal senso, non c'è modo di rendere credibile l'aspetto supereroistico di un film di questo genere. Puoi partire con le migliori intenzioni, giustificare le capacità sovraumane dei personaggi come allenamento e i loro gadget come tecnologia all'avanguardia, ma alla fin fine si tratta sempre di gente in costume che si prende a botte e cerca di conquistare il mondo. Per questa ragione, il concept ridicolo alla base dei poteri di iBoy non ha di per sé nessun peso, perchè se si vuole rendere verosimile un film di supereroi bisogna lavorare non sul giustificare l'aspetto fantastico ma sul rendere credibile quello umano. Il contesto e le reazioni umane sono la chiave perchè un film di supereroi acquisti una marcia in più e iBoy fa un magnifico lavoro in questo senso. Il film dipinge un quadro desolante di una Londra del futuro prossimo, attanagliata da una criminalità giovanile dilagante frutto di una generazione senza prospettive e speranze. In questo cupo scenario si muovono il nostro Tom, un ragazzotto delle superiori che vive con la nonna dopo la morte della madre tossica e che cerca di non farsi coinvolgere troppo nelle attività criminose che sembrano l'unica prospettiva per i suoi amici. Le cose prendono una brutta piega quando la Gwen Stacy di turno, interpretata da Arya Stark, viene violenatata in casa sua da una gang di delinquenti e Tom, capitato per caso durante il misfatto, si becca una pallottola che spedisce frammenti del suo telefono dritti nel suo cervello. 
Per fortuna il film non spreca molto tempo nel cercare di giustificare il fatto che in Tom, dopo l'incidente, riesca ad hackerare dispositivi mobili con la mente o a imparare il kung-fu guardando video su YouTube, ma si concentra invece sulla maniera in cui decide di usare questi poteri - e sulle conseguenze che la scelta di dedicarsi all'attività di vigilante o vendicatore possono comportare per la vita delle persone, comprese quelle che cerchi di proteggere. Lucy, il personaggio di Maisie Williams, è una protagonista femminile molto atipica per questo tipo di film e la interpretazione e reazione a quanto le accade sono tra le cose più convincenti della storia.

Anche il cast che si muove intorno ai due protagonisti rende perfettamente l'idea del substrato marcio che si trova sotto i nostri piedi e, sebbene il contesto del film non esca dal quartiere in cui vivono i ragazzi, i cattivi riescono a rendersi molto più minacciosi e credibili di qualunque villain Marvel o DC, proprio perchè sono i cattivi della porta accanto.
iBoy non è stato molto apprezzato, ma ho l'impressione che questo sia dovuto più ad una questione di aspettative mancate che all'effettiva validità del film. Io gli darei un'occhiata, se non altro perchè un po' di originalità in un genere ormai stantio va premiata.