Il Papa Giovane e Ingenuo

A volte non mi sento proprio qualificato per aprire bocca. Parlare di una serie d'autore, di regia, scenografie, recitazione, inquadrature? Ehmmm... tutto bello, ok?

The Young Pope non è una serie come me la aspettavo. Mi ci sono approcciato nella più totale e becera ignoranza, aspettandomi una serie che ricercasse la controversia a tutti i costi, una sorta di Game of Thrones ambientato in Vaticano.

Niente di tutto ciò.

The Young Pope è una serie che parte da un presupposto di grande banalità, ma di altrettanta efficacia fin dai tempi di Ebenezer Scrooge: un cattivo che diventa un buono. Il "young" del titolo non è riferito tanto all'età anagrafica del nuovo Papa ma alla sua età psicologica, rimasta ferma all'infanzia di un bambino abbandonato dai genitori, un bambino che vuole ritrovare in Dio il rapporto che non ha mai avuto con la sua famiglia. E che imposta tale rapporto precisamente allo stesso modo: l'assenza che crea presenza. 
The Young Pope ci mostra non una Chiesa controversa (anche, ma in maniera non scontata o scandalistica) ma soprattutto un uomo controverso, impegnato in una eterna e sfiancante lotta con sé stesso, che cerca di piegare il mondo alla sua visione e, come tutti i villain che si rispettino, fa un bel po' di danni prima di riuscire ad esorcizzare i suoi demoni e diventare finalmente un uomo, e un Papa, adulto.

Guardatelo, perchè la serie non è perfetta (sì regia scenografie ecc) ma Lenny Belardo è un personaggio carismatico, divertente, istrionico ed esagerato, che merita tutta la vostra attenzione.