LA BELLE SAUVAGE e una saga da rispolverare

Mooolto tempo fa ho messo le mani su La Belle Sauvage, il primo libro della trilogia prequel-midquel-sequel-quaraquaquel di Queste Oscure Materie, scritta da Philip Pullman. Avendo lavorato di notte per quasi due anni e leggendo io solo di notte, non sono riuscito a dedicarmici fino a qualche settimana fa (sì, ho passato due anni senza leggere quasi nulla, ma sto recuperando). 

La Belle Sauvage si svolge diversi anni prima del primo volume della saga originale, La Bussola D'Oro, ed è ambientato quando Lyra, la protagonista della trilogia, era solo una bambinetta di sei mesi. Come tutti i prequel anche questo nuovo romanzo introduce nuovi personaggi e ne ripropone di vecchi, ringiovaniti all'occorrenza. La storia è incentrata su un ragazzino che NON MI RICORDO COME SI CHIAMA ma è cicciottello e rosso di capelli quindi lo chiamerò Bracconeri, anche perchè per tutto il libro gli ho dato la sua faccia. Bracchino è un ragazzino pieno di risorse che lavora alla locanda dei genitori ma sogna la carriera accademica, e chi ha letto La Oxford di Lyra sa che alla fine ce la farà, e che anche se passa tutto il libro a preoccuparsi della buona salute della piccola Lyra ed esprime in ogni possibile occasione il suo intento di proteggerla da ogni pericolo alla fine lei crescerà considerandolo una specie di bidello un po' creepy. Fooorse non l'hai pensata troppo ben, Phil.

Dicevo. Le strade di Bracchino e Lyra si incrociano e, in occasione di una spaventosa piena che travolge la città di Londra, il ragazzino salva la bambina e si imbarca in un viaggio sulla sua canoa, la Belle Sauvage del titolo, per riportarla al suo papone, il Lord Asriel che ricordiamo con affetto dalla trilogia originale. Tra l'altro, per l'angolo delle simpatiche curiosità, assieme a Bracchino e Lyra viaggia anche la sguattera della locanda, Alice, cugina del bambino amico di Lyra che Asriel ucciderà qualche anno più tardi alla fine di La Bussola d'Oro. Ah, le gioie dei prequel, con tutti i pezzi che vanno al loro posto anche quando non ne avremmo bisogno!

La storia procede un po' sulla falsariga del primo libro della trilogia originale: un inizio piuttosto tranquillo, che ci fa familiarizzare con il mondo in cui la vicenda si svolge, con i vari personaggi e le parti in causa, in un'atmosfera di normalità e quotidianità che però non si trasforma pian piano in un'avventura sempre più fantastica come fu con La Bussola d'Oro, ma viene letteralmente spazzata via dalla piena di cui sopra. Da quel momento Bracchino e compagne si ritrovano, quasi letteralmente, catapultati in un altro mondo, trovandosi a navigare tra le isole e isolotte che fino a poco tempo prima chiamavano Londra, frammenti di terra emersa abitati da spettri, fate, suore sadiche, antiche divinità e l'occasionale stupratore. Il tono della vicenda, che è chiaramente una metafora per la crescita del piccolo Bracchino (particolare deducibile dal cambio di atteggiamento del ragazzino nei confronti di Alice, da indifferenza e fastidio a malcelata attrazione), cambia radicalmente dopo l'inizio del viaggio, trasformandosi in una fiaba un po' surreale, un po' dark, un po' horror. Anche se i personaggi tendono ad essere un po' anonimi (a parte il villain, un vero degenerato che ruba facilmente la scena a tutti gli altri) La Belle Sauvage è un racconto con una sua forte personalità, probabilmente anche più marcata di quella dei due sequel originali, La Lama Sottile e Il Cannocchiale D'Ambra. Letta nel suo complesso la serie ha un suo peso non indifferente, ma presi singolarmente gli ultimi due volumi mi hanno lasciato spesso perplesso, una sensazione che con La Belle Sauvage non ho mai provato, immergendomi completamente nella breve avventura di Bracchino, Alice e baby Lyra.

Alla fine, purtroppo, nonostante per metà del libro mi fossi trovato su una canoa in balia della corrente, sono rimasto a bocca asciutta sul finale, davvero troppo improvviso, brusco e incompiuto per poter soddisfare il lettore. Il prossimo libro di questa nuova trilogia che collettivamente porta il titolo di Libro della Polvere, però, non riprenderà da dove questo è finito, ma farà un salto in avanti diversi anni dopo La Oxford di Lyra, con una protagonista ormai adulta. Sapremo mai cosa ne è stato dei custodi che la hanno portata in salvo a rischio della loro vita? Io spero di sì!

AH SI SI CHIAMA MALCOLM