Non sono io, sei YOU

Mentre mi spulcio Bandersnatch per poterne parlare con un po' più di cognizione di causa dico due parole su una serie originale Netflix nella quale mi sono imbattuto in questi giorni: YOU, adattamento dall'omonimo romanzo di Caroline Kepnes pubblicato nel 2015 (in Italia, TU)

YOU racconta dell'ossessione sviluppata da Joe, giovane libraio di New York, per Beck, tipica ragazza incasinata e sognatrice che spera di sfondare nel mondo della letteratura. Appena Beck mette piede nella sua libreria Joe, partendo da una serie di assunzioni arbitrarie la identifica come l'oggetto del suo desiderio e attua una serie di comportamenti più o meno criminosi con lo scopo di farla cadere tra le sue braccia: la pedina, le ruba il telefono per monitorarla, si introduce in casa sua, allontana da lei le persone che percepisce come pericolose e nel contempo si trasforma nel suo uomo ideale, in grado di sopperire ad ogni sua necessità secondo quelle che lui ritiene le scelte più giuste per lei.

Joe, quindi, è un vero e proprio stalker e la serie è interamente raccontata dal suo punto di vista, con la sua narrazione mentale che ci porta a conoscere tutti i suoi ragionamenti, lasciandoci capire con chiarezza e non senza ironia come il ragazzo non si renda minimamente conto della sua follia pur riconoscendola senza alcuna difficoltà negli altri. YOU parte dunque da una premessa delicata e molto attuale e segue il filone sempre più popolare di quelle serie, come Dexter o Breaking Bad, che ci pongono nei panni del cattivo e ci mostrano la sua lotta contro un mondo di buoni... ed è proprio qui, però, che si può individuare il più grosso problema di questa serie: Joe, infatti, non solo non percepisce sè stesso come un cattivo, ma persino lo spettatore fa una certa fatica a vederlo in tale ruolo, perchè Joe non è niente di meno che un santo sceso sulla Terra, circondato da una serie di personaggi (compresa la sua vittima!) semplicemente insopportabili, insulsi, insignificanti, quando non direttamente cattivi come e più di lui.

Nel corso della serie, tra un pedinamento e l'altro, Joe trova il tempo di aiutare un bambino a liberarsi del padre abusivo, di aiutare una donna a disintossicarsi dalla droga, di smascherare un assassinio e sbarazzarsi del suo colpevole e di eliminare (anche fisicamente) le persone che arrecano danno alla vita della sua Beck, ma quello che lascia più perplessi di questa sua crociata è che... Joe ha sempre ragione!
Tra le caratteristiche degli stalker, o comunque degli amanti di tipo abusivo, c'è la tendenza a costruire un'immagine idealizzata della propria vittima, a sminuirla e sabotarla affinchè diventi dipendente da loro e ad allontanare le persone che realmente le vogliono bene in maniera tale da assumere un totale controllo sulla loro esistenza, mentre Joe è esattamente l'opposto di questo tipo di personaggi: il nostro villain protagonist, infatti, si libera si persone che sono davvero tossiche per la vita di Beck, la supporta sul serio nelle sue scelte e le dà sempre il consiglio realmente giusto, socializza con le sue amiche pur non sopportandole senza alcun secondo fine, supera la rottura tra loro due in maniera assolutamente sana, si imbarca in una nuova relazione e la termina per le ragioni più giuste e persino quando la situazione tra lui e Beck inevitabilmente degenera e gli autori della serie ricordano che starebbero, almeno in linea teorica, raccontando di un cattivo, non degenera per via della sua ossessione, bensì a causa della necessità di tenere nascosti i suoi crimini.

YOU è una serie che si fa guardare con molto piacere, ma manca clamorosamente il suo obiettivo: quello che avrebbe dovuto essere un viaggio nella mente di uno psicopatico appare quasi come uno slasher movie dal punto di vista dell'assassino, intento a far piazza pulita di un branco di teenager psicotici, professori maniaci, tossicomani e assassini per il bene della sua amata, che non è in alcun modo migliore di tutti loro. Beck infatti è una persona semplicemente orribile: arrivista, bugiarda, manipolatrice, traditrice seriale, insensibile e ipocrita... in pratica, la bionda che in Venerdì 13 muore dopo aver trombato con il quarterback. Naturalmente, se nella realtà questo non sarebbe certo sufficiente per fare il tifo per Joe, nella finzione risulta davvero impossibile non prendere le parti di questo maniaco più brillante, carismatico, ragionevole e amabile di tutti i "buoni" messi assieme.
Appare chiaro che gli autori di YOU abbiano sottovalutato il fenomeno Skyler, la moglie di Walter White messa alla berlina dai fan della serie solo perchè colpevole di andare (giustamente!) contro i piani del suo Heisenberg. Se un personaggio sostanzialmente positivo come Skyler è detestato dagli amanti di Breaking Bad, come si può provare empatia per una strega come Beck?

Per una serie che tratta un tema simile ma in maniera decisamente migliore consiglio di dare un'occhiata a THE FALL, con Gillian Anderson e quello che non ricordo come si chiama ma che ha fatto Christian Grey. Per quanto riguarda YOU, il buon riscontro di pubblico rende plausibile una seconda stagione, prospettiva che mi preoccupa un po' perchè c'è davvero bisogno di una sterzata forte per evitare che Joe diventi un nuovo Dexter, un villain romanticizzato che uccide sì, ma solo quelli più cattivi di lui e allora forse non ha poi tutti i torti...