Sex Files

Alcune serie tv si presentano con un filtro, una sorta di selezione davanti alla porta per scremare i potenziali spettatori da coloro che non potrebbero reggere neanche una puntata. In tempi recenti mi sovviene il caso di Doctor Who, che torna sullo schermo dopo due decenni con manichini animati e assassini, un po' come dire: se hai lo stomaco per questo, da qui è tutta discesa.

A volte però il filtro ha lo scopo di fregarti, di convincerti che stai guardando un thriller su una coppia di ladri psicopatici quando in realtà BAM! Vampiri dappertutto. È un po' questo che succede con Sex Education, serie Netflix che racconta di un gruppo di adolescenti di una scuola inglese (ma che ricorda più da vicino un liceo americano) alle prese con le prime, goffe e imbarazzanti esperienze con l'altro sesso. Il trailer e i primi episodi della serie ci bombardano con sequenze da teen comedy made in USA, con ragazzotti dipendenti dalle seghe e scene di sesso grottesche e imbottite di cringe, quanto basta per farti credere di poterti spaparanzare sul divano per una serata di birra pop corn e rutto libero - o per farti spegnere la tv. E a ben vedere non è che si tratti proprio di un inganno, perchè Sex Education è esattamente questo, una serie tv su adolescenti che scopano o provano a scopare quanto più lontana dalla realtà potremmo trovare, ricca di situazioni improbabili ed esagerate che non è possibile prendere sul serio - la stessa premessa, che vede ragazzini pagare un proprio coetaneo palesemente verginello per dar loro consigli sul sesso, è quasi sufficiente per far archiviare la serie e gli stessi personaggi non sono che maschere stereotipate, a partire dal protagonista e passando per il bullo complessato e closeted, il nero gay stravagante, la ribelle con la profondità e così via.

Sex Education, però, è molto altro, ed è assolutamente fedele al suo nome. Le situazioni esasperate, la commedia (talvolta) di bassa lega e il contorno di facili imbarazzi passano del tutto in secondo piano quando ci si rende conto che il comune denominatore della serie è il dialogo attorno all'esperienza sessuale, all'accettazione di sè stessi e alla comprensione di quelli che sono i nostri desideri e le nostre pulsioni. Ed ecco che Sex Education parla di sesso in maniera del tutto onesta, partendo dalla glorificazione infantile dell'atto come passaggio all'età adulta per arrivare a raccontarcelo come una parte fondamentale della nostra esperienza come persone, fortemente legata alla nostra psicologica, ai nostri trascorsi, alla nostra interiorità e al rapporto con il mondo esterno.

Sex Education parla di sesso in maniera onesta, giusta e corretta, ed ecco che allora tutto l'umorismo da American Pie non appare più come un trucchetto per accalappiare spettatori ma come un ariete che sfonda la porta del pudore e mette in chiaro che qui si parla di cose serie, ma sono cose di cui non ci fa sempre piacere parlare e probabilmente non siamo nemmeno troppo preparati per farlo. D'altra parte se ci imbarazziamo così tanto per peni in primo piano e uomini vestiti da donne possiamo davvero avere voce in capitolo?

E sì, c'è Gillian Anderson che non è mai stata così bella