THE UMBRELLA ACADEMY è intelligente ma non si applica

The Umbrella Academy mi ha comprato con Ellen Page e una scimmia parlante e ben vestita, me la sono bingiata in due giorni e sì, è una gran bella serie, sì, è scritta in maniera brillante, sì, i personaggi sono tutti simpatici e li ami tutti dal primo momento, sì, è originale nonostante i supereroi con superproblemi siano il porto sicuro di ogni autore che ormai ha tirato i remi in barca e vuole solo arrivare alla pensione, sì è tutto molto bello MA.

MA.

Ma è una serie che dà il meglio di sè nel primo episodio. Il primo episodio ha tutto quello che ci deve essere per trasformare una delle tante serie di supereroi nella nuova hit, nel nuova moda, nel nuovo mito televisivo. È un pilot sostanzialmente perfetto, ma da lì si va in discesa. Non è che quello che segue sia brutto, al contrario, ma semplicemente non è all'altezza. Dopo un incipit col botto, che ti fa credere di avere a che fare con un'opera che ha veramente qualcosa di nuovo da dire in un genere stantio e in una televisione fin troppo formulaica, purtroppo The Umbrella Academy si accartoccia sulla sua stessa premessa e non riesce a sfuggire a nessuno degli clichè che ci si potrebbe aspettare in un'altra serie qualunque. Te li mette in scena in maniera fresca e nuova, questo sì, sull'estetica e sulle soluzioni visive di The Umbrella Academy non si può dire assolutamente niente (ok, sulla body suit di Luther si potrebbe dire molto, ma lasciamo stare) ma, sfortunatamente, la ciccia è la stessa che ci siamo già mangiati tanti altre volte. Vi ricordate Heroes? Ecco, ma meglio. Ma molto meglio. Ma tipo meglissimo. Meglio meglio meglio. Meglione.

Però sì, quello che ti racconta non è poi così diverso. Siamo lì, ed è un gran peccato, perchè se il primo episodio me lo sono guardato senza scollarmi dallo schermo, nei successivi lo sguardo è caduto sul cellulare più e più volte.

Peccato, ma comunque è un gran bel vedere, quindi peccato fino a un certo punto, dai.