TRIPLO GUAIO, dramedy contro IL MALE

Non è la prima volta che ne parlo, ma a beneficio di chi non sapesse un brevissimo recap: Isabella di Leo è una cara ragazza che conosco da tanti anni e che un brutto giorno si è trovata sulla porta di casa un mostro grande grosso e molto rozzo, che si è insediato sul suo divano a sue spese sconvolgendo la sua vita come solo il peggior ospite indesiderato sa fare. È questa la metafora che Isa ha scelto per parlare della sua lotta contro un tumore maligno al seno, che le è costato un anno di serenità (tanto ci è voluto per riuscire a sbarazzarsi dello scomodo inquilino) ma che le ha dato lo spunto e la spinta per fare la cosa più bella che si può fare in una circostanza del genere: mettere mano alla matita, una delle sue più grandi passioni, per raccontare la sua storia in un fumetto, nella speranza non solo di trovare un po' di luce nei momenti più bui, ma anche di poter essere d'aiuto alle tantissime persone che, come lei, si sono ritrovate ad avere a che fare con Quel Brutto Male. E ci è riuscita: in poco tempo grazie a Triplo Guaio si è costruita una fedele schiera di appassionati, persone che come lei hanno combattuto o stanno combattendo questa battaglia o altre semplicemente incuriosite dalla leggerezza (non certo intesa in senso negativo) con cui Isa ha affrontato un argomento tanto arduo.

Nel corso del mio viaggio tra l'adolescenza e l'età adulta(hahahah) due serie che mi hanno accompagnato sono Scrubs e Rat-Man, che non hanno molto in comune se non una cosa davvero importante: l'evidenziare il sottile filo che lega l'ironia al dramma e come la prima non sia soltanto d'aiuto per alleggerire il secondo, ma come talvolta possa addirittura fungere da amplificatore, andando a toccare corde che il linguaggio che siamo abituati ad utilizzare in determinate circostanze non è più in grado di far vibrare. Non è un caso che tutti i bravi scrittori dicano che far ridere è molto più difficile che far piangere, ma bisogna essere davvero grandi per farti piangere ridendo e ridere piangendo. Questo è quello che fa Isa in Triplo Guaio, dove tutta la sua esperienza, dalla diagnosi alla terapia alla guarigione, è stata traslata in una serie di disavventure in stile slice-of-life ricche di citazioni nerd, parolacce e gag da situation comedy, fino ad un finale che colpisce duro, riportandoci ad una realtà più cruda, dura e molto meno colorata... ma è proprio questo che dà un senso al tutto: è proprio il mondo crudele e grigio in cui viviamo che rende necessaria l'esistenza di fumetti come Triplo Guaio e di fumettiste come Isa, che a partire da una grandissima sfortuna è riuscita a creare qualcosa di nuovo e bello di cui si sentiva davvero la mancanza. Dunque, un plauso anche a BeccoGiallo Editore, che ha pubblicato la storia di Isa prediligendo un'autrice praticamente sconosciuta ma con qualcosa di davvero significativo da raccontare ad un'antologia di vignette sull'ansia con milioni di like sui social.

C'è un solo piccolo appunto che, guardando a QBF (Questo Bel Fumetto) un po' più criticamente, posso muovere a Isa: personalmente, mentre mi raccontava le sue disavventure, sono andato ad informarmi sulle terapie che stava seguendo e sullo stato attuale della medicina oncologica, per cui la maggior parte dei riferimenti a farmaci e procedure che inserisce nelle sue tavole, sottoforma di personaggi a dir poco pittoreschi, mi è stata comprensibile senza troppi problemi. Per una persona che (per sua fortuna!) dovesse essere del tutto a digiuno di questo argomento, però, diversi passaggi risulteranno forse poco comprensibili, il che è un po' un peccato non solo perchè può pregiudicare la godibilità del racconto ma anche perchè Triplo Guaio è attualmente uno dei pochi fumetti a parlare (anche) di medicina e a farlo in una luce del tutto positiva, un approccio non da sottovalutare in un periodo di oscurantismo e ignoranza come quello in cui purtroppo stiamo vivendo. Qualche approfondimento in più avrebbe fatto sicuramente comodo e, dovesse il fumetto avere tutto il successo che merita, non sarebbe male pensare a qualche integrazione per una eventuale ristampa, anche solo nella forma di note esplicative a margine... anche se a pensarci lo stile di Isa sarebbe perfetto per qualche tavola didattica in stile Esplorando il Corpo Umano.

Al di là di questa considerazione pignola, comunque, non posso che consigliare a tutti la lettura di Triplo Guaio perchè, oltre a tutte le cose buone e giuste che ho già detto, Isa ha bisogno dei vostri soldi per comprare tanti videogiochi e quindi dateglieli.