NOTTETERRORI

Erano tutti lì. Sdraiata nel buio della sua stanza, poteva sentirli tutti intorno a lei. Ma non poteva cedere. Non doveva abbandonare il forte.

Nonostante il caldo teneva i piedi sotto il lenzuolo, al sicuro. In quel modo L'Uomo Sotto Al Letto non avrebbe potuto strisciare sul letto per stringerle la caviglia e trascinarla via... o trascinare sè stesso sul letto, sopra di lei.

Doveva stare a pancia in su, per quanto non sopportasse quella posizione. Così poteva tenere d'occhio tutta la stanza, perchè se si fosse girata da un lato gli Uomini Che La Guardano, sempre nascosti in mezzo alle ombre, l'avrebbero presa alle spalle.

Continuava a fissare lo schermo della tv, spenta. Avrebbe potuto accendersi da un momento all'altro, ma se fosse successo lei avrebbe visto solo la sagoma dell'Uomo Che Guarda La Tv, di spalle, un istante prima che si voltasse verso di lei con i suoi occhi ipnotici.

Con la coda dell'occhio però doveva tenere sotto controllo l'altro lato del letto, perchè sapeva che era lì che si sarebbe appostato l'Uomo Seduto Sul Letto, che non faceva niente se non stare lì seduto a guardarsi intorno e ogni tanto indicava qualcosa, la fissava e continuava a indicare. 

Poteva sentire la presenza di tutti loro, i suoi peggiori incubi fin da quando era bambina. Ricordava distintamente di aver incontrato ognuna di quelle entità dell'ombra, o perlomeno lo ricordava di notte. Di giorno era piuttosto sicura che non fosse mai accaduto e che si fosse semplicemente lasciata suggestionare, ma di notte...

Il peggiore era l'Uomo In Fondo Al Corridoio. Da bambina dormiva spesso dalla nonna, nella stanza affianco alla sua. Sentire il pesante russare della nonna la rassicurava nelle notti più buie e più lunghe, ma talvolta capitava che dovesse andare in bagno. La sua stanza era a metà di un corridoio molto lungo, con il bagno da una parte e il salotto dall'altra. Non si era mai voltata mentre correva dalla camera al bagno e dal bagno alla camera, ma sapeva che l'Uomo In Fondo Al Corridoio era lì, appostato nel buio, e se si fosse voltata l'avrebbe visto avventarsi su di lei e quella sarebbe stata l'ultima cosa che avrebbe visto.

Per questa ragione da quando si era trasferita aveva sempre scelto di vivere in monolocali. L'unica porta di casa sua oltre a quella d'uscita era quella del bagno, di fianco al letto.

Erano bastate solo quattro notti perchè un nuovo figuro venisse a fargli visita. L'Uomo Che Si Affacciava era proprio lì e da un momento all'altro la sua faccia deforme avrebbe potuto sbucare da dietro l'uscio.

Sapeva di poterli tenere sotto controllo. Sapeva che non c'era nessuno nella stanza con lei. Lo sapeva, come sapeva di chiamarsi Erika e di essere una studentessa di Medicina indietro con gli esami che doveva dormire una lunga e salutare notte di sonno. Ma sapeva anche che aveva bisogno di andare in bagno e che restare a letto per paura di trovare, al suo ritorno, L'Uomo Sotto Le Tue Coperte significava solo ritardare l'inevitabile e dunque il giusto riposo e dunque la laurea.

Fece un respiro profondo che si spezzò più volte e si tirò su lentamente facendosi forza con le braccia, con la schiena aderente alla parete. Aveva così tante paure da tenere sotto controllo, così tante presenze che si stringevano su di lei che si chiese per quanto tempo avrebbe resistito prima di abbassare la guardia.

Allungò il braccio e tastò la parete alla cieca in cerca dell'interruttore della luce, che non trovò, ma la luce si accese ugualmente mentre la sua mano ne incontrava un'altra, gelida.

Aveva così tanti visitatori che poteva capitare di dimenticarne uno.